Archiviato in: Reminiscenze di Stati
Onestamente preferivo un rumoroso sms notturno che nelle mie speranze t’avrebbe svegliato.
Tuttavia, sentendomi più ebreo e meno politically correct del solito uso la mail e auguro
buona notte
i.
ps: magari hai un rumoroso alert per emails, sarebbe fantastico.
Archiviato in: Reminiscenze di Stati | Tag: la mia moleskine nera, sentimento
Benvenuto al ristorante “la complicata mente di I guess I am like Tom”. Le presentiamo l’inalterato menù degli scorsi 7 mesi.
Antipasti:
Tartare di “Improvvisa fulminazione con somma sorpresa”
Primi piatti:
Fantasia di immagini e vaghe compatibilità.
Composta di brevi conversazioni e imbarazzati borbotii.
Secondi:
Stracotto di individuo insensato
Arrosto di situazione impossibile.
Contorni:
Insalata di Invidia “c’è chi può”
Sformato di “Speranza di felicità”
Dessert:
Semifreddo di momenti alcoli con deliri visionari
Archiviato in: Reminiscenze di Stati
Mi sveglio, guardo il tuo respiro lento nella penombra sonnolenta.
Penso, allungo verso te la mano. Ci penso ancora, la appoggio piano. Non ti voglio svegliare, ma forse un poco già lo sei. Come me, con gli occhi stroppicciati, che ti stanno guardando. Rispondi con un abbraccio, ci sfioriamo, cercando di addormentarci mollemente stretti. Sono stupito di me che penso a qui, che penso al tuo viso, che vedo le tue labbra, solo quelle e non un giorno più in là.
Diventi concitato, mi coinvolgi, sale la mia ansia impastata al desiderio. é nuovo, non conosco. Temo. Siamo seri, ma una mia battuta allenta. Mi piace qui. E tu? La tua sicurezza domina tutto qui, mi ammaliano i tuoi occhi.
A lui la solitudine ha tirato un brutto scherzo. A te, invece, la libertà a cui aneli e di cui godi ti ha lasciato senza una direzione nel mare delle possibilità.
armi di distruzione di massa
armi di distrazione di massa
armi di infatuazione di massa
armi di eiaculazione di massa
Archiviato in: Reminiscenze di Stati | Tag: accademia e professione, dialettica hegeliana, il resto, porcaccio il sindaco, un anno fa
Accademicamente sconfitto, professionalmente nullo.
Del resto, lasciam perdere.
Tratto da una annotazione appena ritrovata, presa durante una riunione sul futuro mio e della mia categoria. Ah, che bel periodo un anno fa…
Archiviato in: Reminiscenze di Stati | Tag: confusione, e non se ne può più, razionalità, sentimento
Io innamorato camuffato
stratega maldestro
rimango nella confusione
di raziocinanti parole e sghembi sentimenti.
Archiviato in: Reminiscenze di Stati | Tag: birretta, domesticità, no responses, televisione
Ma quanto dura mezz’oretta? Mai quanto vorremmo.
Stasera una birretta era indispensabile. non la birra. Ma una birretta. Volevo una di quelle occasioni dove prendi la tua testa, te la stacchi e la butti chissà dove… e lasci che sia. Birra che scende e parole ottimamente insignificanti ti sono tutt’intorno. E ti dimentichi. Perchè è tutto quello che chiedi.
E invece? Mi avete costretto a tornare; qui dove il volume troppo alto della tv mi ricorda giorno dopo giorno che anch’io sarò mediocre. Inutile affannarsi tanto. Dormi subito senza pensare. Salvati almeno stasera.
C’è un nodo alla gola, una fitta in mezzo al petto che ti fa star male, che ti pesa, occlude, opprime. é insostenibile, ti impedisce di piangere, non ti fa liberare. C’è e lo senti questo malessere. Vorresti, vorresti tanto prenderti a pugni e togliertelo. Ma non si può
Tutto questo vorrei dirtelo. Vorrei aggredirti e farti incredibilmente soffrire. Ma so che non hai colpa. Nessuna.
E in lontananza, le voci, orribili, di uno spot pubblicitario dell’immancabile televisione domestica.