I guess i’m like Tom


Dreaming of the 73 towards Stoke Newington.
29 ottobre, 2009, 10:30 pm
Filed under: Stati | Tag: , , , ,

Tanto amavo in quel di Londra stare sul’autobus, momento di grande serenità per me all’epoca, tanto odio l’autobus qui in Firenze.  Luogo di grande inciviltà e rozzaggine, con rari momenti esteticamente edificanti: almeno qualcosa nella bruttezza del momento. Sarà che sono sempre pieni, caldissimi, con uno spazio vitale pari a quello dei lombrichi; tanto che mi chiedo quale esperimento umano intendeva condurre quello scellerato progettista dell’autobus. Pregherò per lui o lei che sia, affinché trovi un lavoro migliore. E poi i passeggeri, santo il cristo, i passeggeri. A parte che sono travolto ogni giorno dall’ansia di non accorgermi di una vecchietto o anziano malfermo a cui lasciare il posto tanto, tanto agognato. E lì che ad ogni fermata scruto le porte per alzarmi prontamente e compiere questo dovere civico, morale, etico e tanti cazzi. La maggior parte delle volte però la cataratta dell’anziano impedisce di scorgere il posto e quindi stiamo tutti in piedi inutilmente. Comunque ora i nuovi percorsi hanno eliminato il problema, facendo in modo che tutti gli autobus siano sempre esageratamente pieni così di posti liberi non ce ne sono. E il vecchio rimane in piedi incastrato nella folla. Tutti salvi. Oggi però un soggetto ha meritato più odio del solito – quindi sempre poco – perchè costui salito sul mezzo si è piantato in mezzo al passaggio e nulla lo ha più spostato. Troneggiava solidamente nel suo cappotto panna morbidone, mentre tutt’accanto era tutto un salire, scendere, avanzare, scorrere, sistemarsi e farsi spazio. Io ovviamento giacevo forzatamente imnobile alle sue spalle, sperando che il banale pensiero di scostarsi e lasciar posto facesse capolino. Va bene, aggiungiamoci che ‘sti imbecille era in archivio con me, non scambiando una singola parola nell’arco dell’intera giornata. Tanto meno alla fermata in attesa del mezzo. Quest’imbecille lo rivedrò ben presto.

 

In quel di firenzempoli invece luogo deputato alla mia distensione è la strada che percorro a piedi appena dopo il supermercato. Mia abitudine è, al termine del primo giorno di archivio, dopo esser riapprodato ad Empoli,  infilarmi nel locale  supermercato, la Coppe, noncurante della stanchezza, relative palpebre abbassate, schiena a pezzi e la voglia di vivere di un depresso cronico. é proprio nel momento in ci esco dalle porte, imbocco la via con le mie borse ecocompatibili di cui temo sempre l’imminente rottura nel mezzo dell’incrocio che mi rassereno e quasi un sorriso mi si stampa in faccia. C’è poca gente in giro, forse sarà l’atavica sensazione  di aver conquistato il cibo e a cui annetto anche una giustificazione  morale dell’essermelo meritato vista la stanchezza. Anche oggi in realtà ho avuto un momento di sentimento domestico, alquanto inusuale dato che si tratta dei palazzoni di fronte a Rifredi. Sì, la stazione sfigata di Firenze, Rifredi appunto. Quel posto è decisamente dimenticato da dio anche se qualcuno una mano sulla coscienza se l’è pur messa e rumori parlano di un rifacimento o ricostruzione che sia. All’oggi se arrivate a rifredi ci trovate 9 binari con dei marciapiedi lunghissimi e le pensiline che non li coprono tutti. desolazione e manco la pubblicità mi pare ci mettano. Io al solito arrivo con congruo anticipo dimentico degli usuali ritardi di Trenitalia. Lo fanno per noi, non può che essere così. Quindi mentre attendevo il mio treno che già portava con sè i suoi 65 minuti di ritardo a cui io avevo aggiunto un buona mezzzo’ora di anticipo stavo sotto l’unico lampione spento di tutta la stazione. E guardavo avanti. I palazzi marroni lungo la ferrovia avevano alcune finestre illuminate, c’era una accogliente geometria di luci gialle calde e domestiche. Segno di vita, di casa in quei palazzi spersonalizzati per definizione. Credo che solo di notte siano in grado di apparire così umani, così densamente umani, pieni di microstorie. Subito ho pensato a certe strade di Berlino, la sovietizzata e la occidentalizzata Berlino che mostra così tanti di questi palazzi, di qua e di là.

Ma dicevo recentemente di come il weekend appena trascorso sia stato animato da eventi e situazioni nuove o parzialmente tali. Forse è il caso che ve lo posti poi, chè qui si fa lungo e tutti dicono che non pare carino.


Lascia un commento so far
Lascia un commento



Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...