I guess i’m like Tom


Se son tesi, fioriranno
30 ottobre, 2009, 2:51 pm
Filed under: Stati | Tag: , , ,

Il weekend trascorso da poco si è rivelato colmo di cose nuove dicevo, o parzialmente tali. Cosa non troppo comune nella mia esistenza.Ve le annovero, con mera cronoca. Il venerdì pomeriggio preso da inusitato furore sono andato a Ferrara per la prima volta. Ragione fu la mostra di un’amica ma pioggia battente, google maps che si presta a plurime interpretazioni, la mia fantasia hanno fatto sì che vagassi col mio ombrellino blu per oltre un’ora per trovare il posto, attraverso parchi e strade urbane mai viste prima. Giorno seguente mi ha visto presente alla cerimonia di matrimonio di una persona che conoscevo. Prima volta. Non s’intendono qui matrimoni dei vicini, i parenti dal sudamerica o milingo in tv, ma una persona con cui si usciva e al cui matrimonio c’erano amici miei. Tutt’altro panorama. ubriacato a dovere e incravattato come di dovere, con tanto di completo sfavillante ho partecipato poi ad una presentazione di un’amica blogger – a quanto pare influente. A tal fine – io ero stato convocato in qualità di spalla – ho proseguito nel bere smodatamente per evitare le mie ansie da prestazione. Dicono che non si sia notato il mio elevato tasso alcolemico – se non fidati amici in prima fila – ed io all’oggi non ricordo nulla. Ringraziamo quindi Margherita F. per l’occasione e Luca B. per il sottofondo musicale (ricorrdo gli Smiths). Il giorno seguente partivo per le lande toscane al solito. Lunedì mattina mi attendeva però il riordino delle corse dei bus fiorentini: spaventoso evento a cui non ero preparato. Arrivo infatti alla solita pensilina del 7 e non lo vedo segnato. Ero pure contento del congruo anticipo che ero riuscito ad accumulare quel giorno. Dopo essermi guardato intorno un poco noto dell’insolito fermento attorno a me: masse di gente che chiede a destra e a manca, tuttii con dei fogli in mano, folle che si spostano di qua e di là. Chiedo ad un addetto, non capisco una fava, mi accodo ad una fermata, prendo un autobus che presumibilmente andava alla fantomatica piazza San Marco, di cui avevo vaga memoria. Premuto come fossimo tutti ad una visita medica non desiderata, incastrato come ad un corso di contorsionismo – cosa che potrebbe esser simpatica – ho iniziato la mia settimana toscana.


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