I guess i’m like Tom


Riprendere Berlino
10 novembre, 2009, 5:12 pm
Filed under: Stati | Tag: , , , , ,

Ieri, 9 novembre 2009 correva il ventennale dalla caduta del muro di Berlino. Ce lo hanno ricordato tutti i notiziari televisivi e quasi quasi anche Verissimo stava per fare uno speciale. Si sono prontamente fermati. Credo che fosse troppo difficile spiergare alla soubrette di turno che glie toccava di commentare il significato dell’espressione “cortina di ferro”.

 

Non c’ho avuto cuore di lasciar passare la data senza una mia mezza parola. Di argomenti decisamente scontati e altrettanti francamente scorretti quanti inutili se ne sono sentiti a iosa. Sì a iosa (che io abbia una predilezione per le espressioni francamente vecchie e fuori moda è assodato, quindi mettetevela via).  Ma io ci sono attaccato a questa data e a quella città. Vuoi perché la mia tesi si occupa di guerra fredda, vuoi perché sono anni che ho la fissa della DDR  e della Stasi – qui ricordo che anni fa taluni si sono scordati di restituirmi un libro di A. Funder sull’argomento; l’infame lo faccia recapitare qui ché ancora mi duole – con tutte i racconti di spie e tutto quello che mio chiamo Gossip storico; vuoi ancora perché c’ho dei sentimenti verso quella città: da quando la visitai la prima volta 6 anni fa non ho smesso di tornarci e aggiornare la mia mappina con i bar più belli – pur vero che mi accomodo facilmente io.

Riprendere Berlino significa ora per me personalmente  riacquistare quella straordinaria sensazione di continua ricerca e scoperta che era così forte in periodi esteri e fecondi. Senso di potenzialità che questa micragnosa città stenta così tanto ad elargire.

Riprendere Berlino  sta ancora a significare riprendiamoci il significato del muro e della sua caduta. In un momento in cui squallida retorica dell’audience politico e dello spettacolo abusa della storia e dei suoi termini non rimane, per quelli che amino la critica, di riprendere Berlino. Illustro cosa la mia città offre sul tema. Leggo dal quotidiano locale di oggi che la provincia con patrocinio della regione ha finanziato una pubblicazione in 11.000 copie di un libretto di 45 pagine a titolo: “Europa: unita, libera, forte” a tema Muro, Europa di oggi e tante care cose. Destinatari sono i bimbi di 4° e 5° superiore  a cui verrà distribuito e che, poverini, nulla sanno, mentre mittente l’associazione Strade d’Europa, che l’articolo mi illumina essere nata un quattro anni fa “nell’area della destra giovanile di Alleanza Nazionale”, presieduta da Michele Bonanno. Si specifica inoltre che la prospettiva della narrazione (storica?) è quella del “nazionalismo identitario e tradizionalista di chi promuove l’unità politica e non solo economica del continente, ma vuole che la comunità internazionale si attui come Europa delle Nazioni”. Ditemi voi di che puzza. Autore – e qui si raggiungo il climax – pare essere tale Andrea Guglielmi che, come dettagliato dal telegiornale locale ier sera (eh sì, c’è pluralismo d’informazione qui) e ragionevolmente confermato dalla foto corredata all’articolo, pare avere 22 anni. Famo 21 o 23, poco cambia. Sempre stasera in un albergo in zona Est alle 20 ci sarà incontro per ulteriormente esplicare il tema. Spero vivamente di trovare accompagnatori.

Questi in sintesi i dati. E ora i miei commenti. Porco cazzo, com’è possibile che io stia incontrando tutti ‘sti problemi per i fondi per un libro di storia urbana sulla città sponsorizzato dal locale istituto storico con 4 professori universitari e una dottoranda e ‘sto signorino si fa pubblicare 11 mila copie??? E ancora, porco cazzo, com’è che io con una tesi di laurea triennale e una quinquennale in scrittura ancora avrei degli scrupoli a scriverne? Com’è che all’assessorato alla cultura del comune m’han detto “no soldi per pubblicazioni” e invece la provincia sembra averne anche per … pubblicazioni di modesta entità. Queste le mie tesi sul libercolo che stasera o quando lo avrò fisicamente in mano verrano a mio avviso confermate.

Una nota sentimentale: è deludente e triste vedere come la Storia venga abusata così brutalmente sotto i miei occhi. Per questo Riprendere Berlino.

 

(ovviamente ci si scusa con gli Afterhours per l’abuso di citazioni della loro omonima canzone)


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